Quante volte abbiamo sentito dire: “l’Italia è la patria della pastasciutta!
Oppure: “ci facciamo una pastasciutta?
Oppure ancora: “oggi nel menu abbiamo un’ottima pasta asciutta al pomodoro

Ma perchè?

L’espressione “pasta asciutta” dovrebbe essere associata ad uno spaghetto senza condimento oppure a delle semplici pennette al burro. Eppure non è così.

Per capirne il significato dobbiamo tornare indietro nel tempo, a quando nelle case degli italiani non c’era ancora la pasta industriale (per come la conosciamo noi oggi) e tutti mangiavano semplicemente “i maccheroni“. Fino a quel momento il concetto di primo piatto era molto diverso da quello di oggi. Le salse non erano ancora state ben associate alla parole “condimento“.

Tortiglioni di Gragnano con zucca e ricotta di bufala su fonduta di Caciocavallo podolico. CLICCA QUI PER LA RICETTA

 

Poi avvenne la magia… inventata a Gragnano e diffusa più tardi con l’industrializzazione in tutto il mondo…..insomma..la PASTA rivoluzionò la tavola di noi mangioni e ci conquistò.

leggi un mio interessante articolo che ti spiega come si produce la pasta oggi

Nacquero tantissimi modi per cucinare la pasta, in ogni regione d’Italia ognuno aveva la propria ricetta per il proprio formato. E nacque il modo con cui prepariamo un buon piatto di pasta oggi.

Farfalle mousse di tonno, pomodoro e capperi. CLICCA QUI PER LA RICETTA

Ma perchè quindi diciamo “pastasciutta”?

Oggi “pastasciutta” è ritenuto un vocabolo vecchiotto.
Sta ad indicare tutti i primi piatti a base di pasta che prevedono prima la cottura in acqua e poi l’eliminazione di ques’ultima (mediante lo scolapasta).
Si dice “pastasciutta” perché, appunto, l’asciughi prima di condirla.
Ed è differente dal modo con cui si cucina la pasta in brodo o in altri liquidi come ad esempio la pasta e patate e la pasta e fagioli (clicca su ogni piatto per leggere la ricetta)

Ziti risottati carciofi, cipolla bianca e pecorino romano. CLICCA QUI PER LA RICETTA

 

 

 

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