La cucina è chiusa, la cucina è aperta: cosa fa un buon cameriere

L’altro giorno su Sky guardavo il bellissimo film di Roberto Benigni, LA VITA E’ BELLA.

Ora, caro lettore, ti chiederai come mai un blog che parla di enogastronomia, parli ora di un film così commovente e toccante come questo, che affronta temi come l’odio razziale e la seconda guerra mondiale in modo leggero ma profondo.

Ebbene, se non ricordi questa scena, è arrivata l’ora di fartela rivedere

La mia domanda ora è: “hai capito ora di cosa parlo”?
Quali doti deve avere un buon cameriere?

 

un bravo cameriere è un bravo venditore

 

Proprio come in questa scena. Certamente non bisogna prendere i piatti da un cliente e servirne un altro, questo è scontato, ma questa scena ci fa capire perfettamente il ruolo del cameriere in un ristorante.

Benigni ascolta e domanda al cliente ma dopo mille giri, alla fine centra il proprio obiettivo ovvero servire ad il cliente quello che aveva già in mente.

E’ così che il cliente resta stupito:

  • precisione;
  • semplicità;
  • cortesia;
  • rapidità;

Pochi gesti, parole pensate e precise ed alla fine nessun cliente potrà lamentarsi del servizio.

Il cameriere deve promettere e mantenere, essere quindi responsabile. Ripeto, un buon cameriere non porta solo i piatti ma è custode della sala, prende gli ordini in maniera ordinata e chiara, comunica con il cliente, riceve i clienti e si relaziona sempre con la cucina.

E la cosa più importante….il cameriere è sempre il biglietto da visita migliore per un’attività ristorativa.

 

Giuseppe Alfredo Ruggi

Insegnante di Enogastronomia, Blogger, sistemista freelance. Vivo e lavoro a C\mare di Stabia. Trovo in ciò che faccio sempre nuovi spunti, lavoro con la creatività e continuo a formarmi guardando il mondo attraverso gli occhi dei miei studenti.

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