Come accaduto con “il saper fare dei liutai” qualche anno fa, tra poco anche “l’arte dei pizzaiuoli napoletani” diventerà patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO.
Grazie al sostegno della Commissione nazionale italiana per l’UNESCO su proposta del Ministero dell’Agricoltura e con il sostegno del Ministero degli Esteri, dell’Universita’, dell’Ambiente, dell’Economia assieme ai maestri pizzaioli napoletani ed ai loro sostenitori si é messo in moto un meccanismo che non si fermerà piú. Tutto per garantire la tutela in piú di 200 paesi di uno dei prodotti italiani piú invidiati e copiati (purtroppo) da tutto il mondo.
Ottenere la tutela UNESCO non é facile, d’altronde non é stato semplice tutelare la pizza come prodotto STG (non conosci i marchi europei? Clicca qui).
In questo caso specifico sopratutto perché finora una “tradizione connessa ad una produzione alimentare” non é mai stata tutelata. La candidatura de “l’arte dei pizzaiuoli napoletani” sarà valutata e finalizzata nel 2017. Uno dei motivi che ha favorito l’avvio dei lavori é stato che l’arte dei pizzaiuoli “ha la sua funzione di riscatto sociale, elemento identitario di un popolo, non solo quello napoletano, ma quello dell’Italia“.
Eccomi qui alle prese con un forno a legna
Personalmente sono orgoglioso di questo, e dovrebbero essere orgogliosi tutti i napoletani perché la NOSTRA pizza é ambasciatrice del vero MADE IN ITALY, portatrice sana di quei valori antichi, legata indissolubilmente ai prodotti del territorio campano.
Stay tuned
su RISTORAZIONE CON RUGGI
per ulteriori aggiornamenti.

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