Natale: tradizioni e storie

“L’Epifania tutte le feste porta via” ed anche il Natale 2020 è passato, terminando un anno quantomai complesso.

Sono moltissime le usanze e le tradizioni che accompagnano queste festività e di molte magari non conosciamo neanche l’origine. Andiamo a vederne qualche esempio.

Zampone (o cotechino) con le lenticchie

Per l’ultimo giorno dell’anno è immancabile una buona porzione di zampone accompagnato da ottime lenticchie. Non importa quanto sia stato ricco il cenone consumato: a mezzanotte si riaprono le danze con delle larghe fette di questo insaccato cotto e gli immancabili legumi. Alla base di questa tradizione, l’auspicio che le lenticchie siano veicolo di ricchezze nell’anno che si apre. Furono i Romani a dare questo senso allo scambio delle lenticchie. Era usanza, infatti, scambiarsene una scarsella piena, da appendere in cintura: nel caso in cui la fortuna non si fosse manifestata in sonanti monete, sarebbe bastato mettere sul fuoco un po’ d’acqua per un pasto ricco di nutrienti.

Per lo zampone (in alcuni casi sostituito dal cotechino) bisognerà aspettare il Medioevo. Pare sia stato Pico della Mirandola, durante una guerra, a suggerire agli assediati di ammazzare i maiali, riempirne le zampe di parti grasse e magre, oltre che di spezie, e di cuocerlo lentamente per qualche ora.

 

Vi siete mai chiesti perchè, la sera della vigilia di Natale, non si mangiano carni? Fateci caso: il 24 dicembre c’è il trionfo delle portate di pesce, dall’antipasto ai secondi, ma nessuna traccia di carne. Sebbene originariamente lagata a motivi religiosi, questa usanza è di origine popolare. Dal ‘900, infatti, il precetto religioso fu alleggerito, limitando il digiuno e l’astinenza ai soli venerdì. E’, quindi, solo per tradizione popolare che ancora oggi i piatti a base di pesce la fanno da padrone il giorno della vigilia.

 

Mirko Marzano

Mirko Marzano è laureato in lingue orientali, da tempo lavora nel settore turistico ma coltiva la passione per tecnologia e food.

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