Pablo Neruda, nacque a Parral, in Cile, il 12 luglio 1904.
Il suo vero nome era Neftali Ricardo Reyes.
Il 21 ottobre del 1971 venne decorato con il Premio Nobel per la letteratura.
Purtroppo morì, circa due anni dopo, quando in Cile si instaurava il rigido governo di Augusto Pinochet.

Questo è un argomento
perfetto da portare all’esame di stato
(se sei uno studente di enogastronomia)

Pablo Neruda è senza nessun dubbio un GIGANTESCO punto di riferimento della letteratura latino\americana ed è uno dei personaggi più influenti del Novecento.

Tra le sue opere più importanti:

  • 1923 – Crepusculario
  • 1924 – Veinte poemas de amor y una canción desesperada
  • 1933 – Residencia en la tierra
  • 1937 – España en el corazón (stampato nel ’35, in piena guerra civile, dai soldati repubblicani, con carta da loro stessi prodotta, edizioni Ejercito del Este)
  • 1950 – Canto General
  • 1953 – Los Versos del Capitán
  • 1954 – u cas y el Viento
  • 1960 – Las piedras de Chile
  • 1964 – Memorial de Isla Negra
  • 1970 – Las piedras del cielo
  • 1973 – Confieso que he vivido (Autobiografia)

E poi ci sono tante poesie, come questa, riportata qui.
Una poesia o meglio un’ode ad una verdura estiva presente sulle tavole ITALIANE, simbolo stesso del MADE IN ITALY.
Un alimento sano, ricco di vitamina C, betacarotene e potassio, dal basso contenuto calorico e che si è fuso nei secoli con simboli gastronomici italici come la pasta e la pizza.

Ecco qui:

ODE AL POMODORO
di Pablo Neruda

La strada
si riempì di pomodori,
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due
metà
di un pomodoro,
scorre
per le strade
il succo.
In dicembre
senza pausa
il pomodoro,
invade
le cucine,
entra per i pranzi,
si siede
riposato
nelle credenze,
tra i bicchieri,
le matequilleras
la saliere azzurre.
Emana
una luce propria,
maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo,
assassinarlo:
affonda
il coltello
nella sua polpa vivente,
è una rossa
viscera,
un sole
fresco,
profondo,
inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia
cadere
l’olio,
figlio
essenziale dell’ulivo,
sui suoi emisferi socchiusi,
si aggiunge
il pepe
la sua fragranza,
il sale il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno
il prezzemolo
issa
la bandiera,
le patate
bollono vigorosamente,
l’arrosto
colpisce
con il suo aroma
la porta,
è ora!
andiamo!
e sopra
il tavolo, nel mezzo
dell’estate,
il pomodoro,
astro della terra,
stella
ricorrente
e feconda,
ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l’insigne pienezza
e l’abbondanza
senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre
il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.

 

 

Pomodoro, simbolo della nostra bellissima Italia!!

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