Ristorazione con Ruggi

Il Bellini: storia del cocktail e ricetta

Forse quest’articolo potrebbe stupirti.
Non  è la prima volta che una forma d’arte ne contamina un’altra.

Sai perchè il Bellini si chiama così?

Un celebre imprenditore veneziano, Giuseppe Cipriani, nella metà del 1900 aveva pensato ad una preparazione alcolica a base di prosecco.

Il grande Giuseppe Cipriani, all’ingresso di un simbolo della ristorazione mondiale. L’Harry’s Bar ebbe una clientela stellare: Orson Welles, Peggy Guggenheim, Humphrey Bogart, Lauren Bacall, Winston Churchill, Hemingway e tanti altri.

Ritornando all’origine del cocktail:
Giuseppe Cipriani ideò questa miscelazione fondendo due prodotti tipici della sua regione: la pregiata pesca bianca di Verona ed il prosecco.
Prese così il prosecco e vi miscelò la polpa di pesche e siccome il colore roseo venuto fuori gli ricordava l’abito di un santo in un dipinto, questo in particolare…

..l’abito di San Francesco ispirò Cipriani…

pensò bene di dare a questa bevanda il nome del pittore di quest’opera.
L’opera San Francesco nel deserto è un dipinto olio su tavola di Giovanni Bellini, pittore italiano cittadino della Repubblica di Venezia, tra i più celebri artisti del Rinascimento, noto anche con il nome Giambellino.

Ecco come nasceva il Bellini.

Cipriani è famoso per tante cose,
anche per aver creato il CARPACCIO
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La ricetta del Bellini

INGREDIENTI (per 4 calici):

PROCEDIMENTO:

Lavare le pesche, asciugarle, tagliarle a spicchi ed eliminare il nocciolo.
A seconda della qualità e del tipo di pesca si può anche lasciare la buccia.
Frullare la polpa con un blender (frullatore), filtrare la purea ottenuta con un colino e poi versare tutto in una tazza capiente. Aggiungere il prosecco e con un cucchiaio dal manico lungo mescolare attentamente.
Versare nei flutes e servire guarnendo eventualmente con una fettina di pesca.

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