What’s “sciuscella”?

Il termine sembra derivare dal latino iuscellum che sta per “brodetto”. In effetti questo termine richiama il metodo antico con cui veniva cotta ‘A sciuscella cioè la carruba.

Se analizziamo l’albero delle sciuscelle, il Carrubo notiamo che si tratta di una “sempreverde“, molto longeva. Infatti il Carrubo può vivere molti secoli secoli, ha un tronco robusto, grosso e tortuoso con corteccia ruvida, rossiccia o grigiastra e la sua bella chioma con foglie composte da 6-8 segmenti opposti. 
Le carrube, legumi appiattiti di aspetto più o meno falciforme, crescono pendenti dai rami in gruppi di 3-6 o più. I semi noti come carati sono durissimi e venivano usati come unità di misura per l’oro e le pietre preziose. 
Dal punto di vista nutrizionale le sciuscelle hanno un elevato contenuto di zuccheri naturali, di proteine, di fibre, di vitamine A, D, B1, B2 e B3 e di diversi ed importanti minerali come calcio, magnesio, potassio…insomma sono un valido alimento nutritivo. 
La storia insegna che in Sicilia le carrube venivano utilizzate come alimento base per l’alimentazione degli animali da lavoro. Volendo fare un paragone potremmo dire che i vecchi venditori di sciuscelle erano l’equivalente dei moderni distributori di carburante. Purtroppo l’avanzare della tecnologia ha fatto sì che gli animali da lavoro fossero soppiantati dalle macchine, questo ha segnato la fine di tutta l’economia legata al commercio delle sciuscelle.
Oggi, infatti, questo importante frutto, quasi del tutto dimenticato, è venduto  in maniera assai ridotta solo dai negozianti di mangimi zootecnici e nelle erboristerie.

Di Giuseppe Alfredo Ruggi

Insegnante di enogastronomia, digital teacher e non solo. Collabora con numerose scuole d'Italia, ha pubblicato numerosi articoli e due testi. Innamorato della scuola sa bene che insegnando si impara.

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