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mercoledì 2 dicembre 2015

LAUDATO SI' : riflessioni sull'enciclica di Papa Francesco

"LAUDATO SI' " è la seconda enciclica di papa Francesco, resa pubblica il 18 giugno di quest'anno (2015).
Perchè un blog che parla di Ristorazione, Enogastronomia e Cucina dovrebbe dedicare un post alla seconda Enciclica di Papa Francesco?


E' la domanda a cui voglio immediatamente rispondere
Semplice perché parla dell'ambiente, parla di sviluppo sostenibile e critica lo sfruttamento delle risorse naturali e credetemi, l'industria alimentare è una delle più inquinanti al mondo. 
Ma la vera domanda che dobbiamo porci è: «Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?»

L’Enciclica prende il nome dall’invocazione di san Francesco, «Laudato si’, mi’ Signore», che nel Cantico delle creature ricorda che la terra, la nostra casa comune, «è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia» e si snoda in sei capitoli.

Ma perché al nostro Papa sta a cuore l'ambiente?

Leggendo l'infografica qui in basso ci rendiamo conto che la situazione ambientale è allarmante (riferendoci esclusivamente all'industria agricola alimentare)


Se poi consideriamo che l'inquinamento si ripercuote sulla nostra alimentazione capiamo di aver creato un ciclo unico ed infinito




L'enciclica "LAUDATO SI' " conferma le grandi capacità empatiche del nostro Papa Francesco che esercita il diritto dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile per la tutela del creato.

Vi invito a leggere l'enciclica scaricabile gratuitamente sul sito istituzionale del Vaticano.

In questa lettera il Papa invita a prendersi cura della CASA COMUNE, ovvero il nostro pianeta Terra perché "il sistema mondiale è diventato insostenibile", sono troppi gli abusi rivolti verso la natura, insomma parliamo ormai di di una vera "iniquità planetaria".
Occorrono grandi interventi realizzati solo attraverso la cultura unita alla coscienza. 
Questa terra, maltrattata e saccheggiata si lamenta e i suoi gemiti si uniscono a quelli di tutti gli abbandonati del mondo. Papa Francesco invita ad ascoltarli, sollecitando tutti (singoli, famiglie, collettività locali, nazioni e comunità internazionale) a una "conversione ecologica"

Analizzando l'enciclica è evidente che alla base ci sono tre grandi concetti:
  • la lode;
  • la cura;
  • la casa comune;

"Occorre rallentare il passo"


Il Papa spiega chiaramente che la "perversa naturalezza del sistema" sta rendendo la nostra  vita insostenibile e sopratutto distaccata dai sentimenti che invece la impreziosiscono e la rendono unica e degna di essere vissuta. Deve esserci una spiritualità ecologica ed è necessario sia per credenti che per non credenti.
Il segreto sembra proprio quello di bilanciare il rapporto UOMO-AMBIENTE perchè ci sono dei limiti da non oltrepassare.
Tra tanti, l'UNESCO sembra aver anticipato le manovre di salvaguardia e sta tutelando sempre più territori ma questo non basta. Il Papa più volte sottolinea che NOI abbiamo un debito ecologico nei confronti del Sud del mondo.
Per tutelare e saldare questo debito dobbiamo adottare "un'ecologia integrale", uno stile di vita che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali, inscindibilmente legato alla questione ambientale. Tra le varie proposte,  Papa Francesco propone di avviare a ogni livello della vita sociale, economica e politica un dialogo onesto, che "strutturi processi decisionali trasparenti, e ricorda che nessun progetto può essere efficace se non è animato da una coscienza formata e responsabile".
L'enciclica cerca di essere un forte richiamo al cambiamento ma non è facile, per niente.

Con il tempo l'invadenza della cultura "vidimata alla ricerca di se stessa" (Italo Calvino) pregiudica la sensibilità dell'uomo

Non è per nulla semplice, non è per niente facile prendere le distanze dall'edonismo che ci circonda e rafforzare la sensibilità all'essenziale. Per farlo occorre tempo ma sopratutto volontà ed occorre rivedere la propria storia, cercare attraverso gli altri e ristabilire legami da cui la vita frenetica ed il consumismo ci ha allontanato.

"Occorre sradicare la povertà"

Ci sono tre relazioni che vanno ristabilite:

  • con Dio;
  • con il prossimo;
  • con la Terra.
«Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti», l’impatto più pesante della sua alterazione ricade sui più poveri, ma molti «che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi»
Infatti il Papa incoraggia una vera e propria "cultura della cura". 




Quest'opera è fantastica e si può apertamente dire che ha un impatto simile alla RERUM NOVARUM di Leone XIII, l'enciclica del 1891 sulla questione operaia.

Purtroppo l'abuso di risorse ha portato con i secoli anche ad un aumento della povertà ed è necessario adottare politiche di contrasto. Per farlo chi governa deve considerare i costi sociali e farli pienamente supportare da chi usufruisce delle risorse ambientali.
Occorre abbandonare una visione basata sulla massimizzazione di profitti a breve termine e puntare a garantire un'eredità a chi verrà dopo.
Noi non siamo i padroni di questo mondo, né tanto meno dell'universo ma questo «non significa equiparare tutti gli esseri viventi e toglier[gli] quel valore peculiare» che lo caratterizza; e «nemmeno comporta una divinizzazione della terra, che ci priverebbe della chiamata a collaborare con essa e a proteggere la sua fragilità». La Terra è la nostra casa comune e noi ora purtroppo non siamo capaci di prendercene cura.
Dobbiamo diventare protettori dell'ambiente, noi siamo stati sempre i guardiani del pianeta e della vita e dobbiamo ricominciare ad esserlo.
Papa Francesco non teme di formulare un giudizio severo sulle dinamiche internazionali recenti: «i Vertici mondiali sull’ambiente degli ultimi anni non hanno risposto alle aspettative perché, per mancanza di decisione politica, non hanno raggiunto accordi ambientali globali realmente significativi ed efficaci».

"L'educazione è tutela, fatta di piccoli gesti"

Ed anche noi, comune persone che tutti i giorni si dedicano alla propria vita, troppe volte vantiamo diritti che non abbiamo e dimentichiamo il dovere.
La nostra Costituzione Italiana è molto chiara: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale" (art. 2)
La solidarietà sociale è tra i doveri inderogabili, non dimentichiamolo.

I dubbi e le incertezze sono tanti. Per risollevare il pianeta occorre puntare ad energie rinnovabili ma per ora la tecnologia sembra bloccata dal potere delle multinazionali e dai proprietari petroliferi.

Potremmo un giorno abbandonare completamente le energie fossili?
Io credo che bisogni partire dalla cultura.
Come possiamo gestire un'eredità di cui non conosciamo neanche i meccanismi?

E tu? Cosa ne pensi?






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