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venerdì 16 maggio 2014

THEUTH - IL MITO DI PLATONE E DELLA SCRITTURA

Il mito di THEUTH....mitologicamente didattico



...mentre ero in aula all'università SUOR ORSOLA BENINCASA, nell'ambito P.A.S., affascinato dal modo di parlare e di relazionarsi del prof. F. SARRACINO, io, semplice docente disoccupato con la passione per la scrittura (una delle 1000) resto incuriosito da un link proiettato: WWW.THEUTH.EU .  
Insolito nome da dare ad un sito che come argomento centrale ha la didattica......o forse no?
Il prof. FERNANDO SARRACINO ci ha così introdotto al LABORATORIO DI TECNOLOGIE DIDATTICHE
Tristemente però mi accorgo che non tutti i miei colleghi\amici conoscono chi sia stato questo THEUTH e mi rendo conto che forse io conosco di chi si tratta grazie ai "TOPOLINO" (fumetto) mixati ai MITI GRECI che ho assorbito in tenera età (mi sono ripromesso che regalerò ai miei futuri nipotini un abbonamento a vita a TOPOLINO/fumetto).

THEUTH - IL MITO DI PLATONE E DELLA SCRITTURA

Perchè mai scegliere un mito greco per battezzare un sito che parla di didattica? (è una domanda talmente idiota da meritare un'esaustiva risposta).
Ebbene, in questo post mi piacerebbe "presentare" il mito di THEUTH ed anche un po' della metodologia didattica che adottava quel filosofo greco che tutti conoscono come PLATONE.


PLATONE: oggi parliamo di DIDATTICA 2.0 anche grazie a lui che è stato forse uno dei programmatori del codice sorgente quella favolosa APP che si chiama INSEGNAMENTO.
Filosofo/maestro per eccellenza, non si può studiare FILOSOFIA senza conoscerlo. Questo figlio di .... GRECIA è riuscito a scolpire nella storia dell'umanità il suo nome e forse non poteva non farlo, essendo discepolo di SOCRATE e maestro di ARISTOTELE......in un'epoca in cui ci si interrogava sulla natura delle cose, sul perchè un fenomeno accadesse......lui, PLATONE, riuscì a fiutare che in quell'essere non tanto lontano da una scimmia poteva nascere una profonda (e sapiente) comprensione per tutto; infatti attraverso la razionalità e l'analisi l'UOMO poteva capire tutto (o quasi)

Ci tengo a sottolineare che a scrivere questo post è un diplomato TECNICO DEI SERV. DELLA RISTORAZIONE 
(diploma conseguito con 100/100 perchè mia mamma insegna nella scuola dove ho conseguito il titolo)
Mi scuso per eventuali errori, "se sbaglio, mi corriggerete" (Giovanni Paolo II)

Oggi parliamo di DIDATTICA AUTOBIOGRAFICA, una metodologia d'insegnamento che attraverso gli esempi di una vita realmente vissuta (quella del pedagogo) si possono trasmettere importanti insegnamenti.
Ieri PLATONE usava IL MITO, una metodologia d'insegnamento che attraverso racconti fantastici si potevano trasmettere dottrine filosofiche.

IL MITO

Platone sosteneva che attraverso IL MITO, un filosofo poteva comunicare argomenti difficili in maniera facile....un po' come ESOPO con le sue favole. Questa metodologia era uno strumento potentissimo che permetteva al discente di accedere in maniera profonda e completa a teorie ed indagini razionali con estrema facilità. (qualcuno conosce "FEDRO"?). 
Ed è proprio nel "FEDRO" che PLATONE parla di THEUTH risaltando il rapporto tra dialogo e scrittura.

THEUTH: UNO SCIENZIATO DIVINO


Il Dio Theuth è di origini egiziane: a lui sono attribuite invenzioni di "poca roba" come la matematica, la geometria, l’alfabeto e la scrittura.....(qui scatta AZZ)
E così FEDRO racconta a SOCRATE un curioso aneddoto: il faraone THAMUS restò incantato da tanta produttività (azz ma chiste è nu patatern 'e inventore) ma capitava spesso che la divinità scesa in terra discutesse con quella ancora in cielo (FARAONE vs. THEUTH). Il DIO affermava che con la scrittura gli uomini sarebbero divenuti più saggi aumentando la loro memoria mentre THAMUS il faraone sosteneva che era fondamentale l'insegnamento orale: "la scrittura era saggezza arrogante che non avrebbe mai permesso la completa conoscenza della verità; avrebbe presto atrofizzato le menti nell'esercizio della memoria".
Da qui poi si parte con un confronto: SCRITTURA BENE o MALE?
Se la vediamo sotto certi aspetti, la scrittura serve per richiamare alla memoria attraverso simboli (o lettere) conoscenze immagazzinate mentre il dialogo porta ad un confronto diretto attraverso un discorso.

LO SCRITTO BLOCCA L'ATTIVITA' DEL PENSIERO.....o no?

L'uomo leggendo "si illude" di sapere. PLATONE paragona la scrittura alla pittura: entrambe non possono rispondere a domande dirette né tanto meno chiarire dubbi.
Come la scrittura, quindi, anche la pittura viene interpretata come un inganno che vuole solamente fornire una realtà già interpretata, in cui non c'è spazio per un vero "pensiero vivo".
La parola invece viene "registrata nell'anima" (attraverso il seme - FEDRO).

DOPO 2500 ANNI


Tutto questo è ancora oggi attuale.....come è possibile? STREGONERIA!!!!
Tu stesso, caro lettore, sei fruitore di un testo elaborato dalla mente di un'altra persona...il progresso scientifico e tecnologico (THEUTH) ha permesso alla scrittura di diffondersi ovunque. 

Una cosa è certa: non si può capire Platone se lo si legge solo come logico-dialettico, perché "i miti non sono semplici aggiunte, delle allegorie o delle escursioni nelle regioni superne che hanno luogo quando capita l’occasione; questi miti sono invece un fattore costitutivo del pensiero platonico. (...) I miti platonici non potranno mai essere presi abbastanza sul serio, non solo per il loro contenuto, poiché essi costituiscono una rappresentazione essenziale della teoria delle idee, ma anche per la funzione che svolgono nella struttura di questo pensiero. Potremmo dire che sono il tentativo di esprimere ciò che sfugge alla formazione soggettiva del concetto" (Th. W. Adorno,Terminologia filosofica, Torino, 1975, pp. 478-482 passim)."

Vi invito quindi a leggere il mito di THEUTH



E tu? 
Credi davvero che solo 
"l'incontro ospiti la verità"?
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