Dal francese, anche noi in Italia la chiamiamo così. Esiste una variante, più moderna che invece prende il nome di “siringa da pasticciere”.

Si tratta di un vero e proprio attrezzo culinario.
L’aspetto è simile ad una siringa per iniezioni, ma di proporzioni ben maggiori. Vi viene inserito un composto morbido che viene spremuto fuori grazie allo stantuffo.

La siringa da pasticciere termina con una bocchetta intercambiabile dal taglio variabile: a stella, a mezzaluna, piatta, allungata e sottile o tonda liscia. Questa incide l’impasto che le passa attraverso contribuendo all’effetto decorativo.
Viene utilizzata tanto nel salato quanto nel dolce per riempire piccole preparazioni come i beignets e per decorare con salse, burri aromatizzati, purè di patate o con creme dolci. Viene usata anche per dare la forma a piccole preparazioni di pasticceria come biscotti, pasticcini, meringhe.

Un attrezzo simile, preferito da pasticcieri e dai cuochi, è la tasca da pasticciere anche detta sac à poche. Questa svolge la medesima funzione della siringa da pasticcere, ma il corpo è formato da una sorta di sacchetto di forma triangolare il cui angolo termina nella bocchetta decorativa.
Molti cuochi la preferiscono perché più semplice da riempire grazie all’ampia apertura opposta alla bocchetta e perché più maneggevole.
Molte cucine professionali, inoltre, hanno in dotazione numerose bocchette in acciaio inossidabile e provvedono a preparare il corpo della tasca da pasticcere al momento, usando carta da forno o simili.
Si evita quindi che un ingrediente passi il suo sapore ad altri e si limita la possibilità che il corpo della tasca prenda sapore di detersivo venendo lavato di frequente. Ciò, inoltre, contribuisce sensibilmente al mantenimento dell’igiene dal momento che la sola bocchetta viene sterilizzata per bollitura mentre la tasca, in sé, viene gettata.

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